Askja  Il vulcano

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Non bisognerebbe tralasciare di vedere l'Askja.

 

Noi, purtroppo lo abbiamo fatto a causa delle avverse condizioni metereologiche , del freddo e da una fitta nebbia.
Le foto qui riportate sono di un mio viaggio precedente e altre sono state offerte da un  mio amico viaggiatore.

 

Askja è uno stratovulcano situato in Islanda a nord del ghiacciaio Vatnajökull. Il lago Viti è al suo interno.

Lo stratovulcano è un vulcano che ha due tipi di eruzione e due tipi di magma per eruzione, un magma acido (con alto contenuto in silice) più denso che caratterizza eruzioni di tipo esplosivo, e un magma basico (con basso contenuto in silice) più fluido che invece carratterizza eruzioni di tipo effusivo cioè meno pericolose. Presenta pendii ripidi e con una base piccola: 1 km ca.

 

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Percorrendo 150 Km di una strada ricavata da lava antica e deserti sabbiosi, si giunge in questa zona che pare non essere la Terra, ma la Luna. Dopo aver lasciato i mezzi al parcheggio si percorre per 20 minuti circa ( 1,5 km ) un campo di lava molto ben pianeggiante e praticabile che porta all'inizio della salita ai crateri. E' difficile immaginare quali forze della natura abbiano creato questa immensa caldera di 50 Kmq, ma questo luogo freddo, ventoso e ostile induce a pensare al potere della natura, a chi ne sia responsabile e così via.

E' un luogo remoto e solitario come molti altri in Islanda. Il cataclisma che ha dato origine alla caldera avvenne nel 1875 quando, i frammenti eruttati dal vulcano (2 km cubici di tefrite), arrivarono fino all'Europa continentale. Una successiva eruzione, di minor entità, avvenne poi nel 1961

L'attività continuò per i 30 anni successivi, culminando in un altro massiccio crollo dei terreni superficiali, la cui area era di 11 kmq, ad una profondità di 300 mt sotto il precedente bordo dell'edificio vulcanico. Questa nuova depressione si riempì poi d'acqua formando un lago, l'Oskjuvatn che, con i suoi 217 mt, è il più profondo d'Islanda.

 

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Salendo il sentiero, per prima si scorge il cratere del Vulcano Viti (foto 3) il quale è pieno di acqua solforosa color del latte riscaldata dalle fumarole che ancora fuoriescono dal profondo.
Qui è possibile fare il bagno e di conseguenza impregnarsi di un terribile odore di zolfo. Avanzando oltre, dopo circa 100 metri si arriva al cratere principale, (foto 8) un immenso cratere che è ora diventato un profondo lago molto freddo.

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La parte più profonda della camera di magma crollata racchiude il lago, di un colore blu intenso. A soggiornarvi in questo luogo si ha l'impressione di percepire un qualcosa di misterioso, di cupo e amorfo. Si pensa che nasconda qualche pericolosa stranezza, magari una corrente, o un mulinello, come parrebbe confermare la sparizione di due ricercatori tedeschi, Max Rudloff e Walther Von Knebel, avvenuta nel 1907, che esplorarono con una barca a remi il lago.

Durante l'eruzione del 1875, vicino all'angolo nordorientale del lago, una bocca particolarmente attiva esplose e formò il cratere di tefrite di Viti, che tuttora ospita un lago di acqua calda. Viti ha una temperatura ideale per nuotarci, ma scendere in acqua comporta qualche difficoltà perchè il tratto attraverso cui si accede è scivoloso.

L'Askja ha eruttato abbastanza spesso nel corso dell'ultimo secolo e di recente, nel 1961, le bocche dell'Oskjuop vicino all'inizio della strada che porta alla caldera, hanno eruttato e formato la serie di crateri conosciuti con il nome di Vikraborgir. L'Askja si può raggiungere solo con un fuoristrada o con un mezzo adatto o partecipando ad un'escursione organizzata.

 

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