Deserto Islandese

 

 

La vastità del deserto islandese ( sandur in lingua locale) non è certo quella del Sahara, tuttavia consente traversate di parecchi giorni su percorsi anche molto impegnativi. In questi casi il mezzo da fuoristrada sarebbe consigliabile così come necessari debbono essere lo spirito di adattamento dell'intero gruppo ed una condotta di guida prudente e razionale.

Ai piloti non è richiesto alcun ardimento ( del resto è risaputo che, i cugini sciocchi di "Rambo" del volante, ci sono e combinano guai a tutte le latitudini ) e neppure un'esperienza specifica, anche se quest'ultima non guasterebbe.

In questa vastità, in cui  se ci si sofferma per un istante, anche il tempo pare rallentare e i pochi suoni udibili cambiare di consistenza, ogni ostacolo incontrato sul percorso deve essere superato solo dopo un'attenta valutazione delle difficoltà e rischio che esso comporta.

I grandi orizzonti, le dune corrugate dal vento, le tempeste di sabbia e l'abitudine degli islandesi e viaggiatori di segnare le piste con "balises" di tipo sahariano (cumuli di pietre sovrapposte), rendono questo deserto sorprendentemente simile a quelli africani. 

Ghiaia, sabbia nera e ovunque si volga lo sguardo roccie di origine lavica, donano un effetto quasi irreale in quest'ambiente nel quale, dove la natura e’ padrona assoluta del territorio, l’uomo deve ancora combattere per vivere in questa terra piuttosto che proteggerla.

 

        

A rammentare al visitatore la latitudine in cui si trova, sono gli onnipresenti ghiacciai, il cui campione di supremazia e maestosità indiscussa,  il Vatnajokull, è grande come l'intera Corsica e raggiunge lo spessore di più di mille metri.

Esistono piste facili e meno facili, ma quasi tutte serpeggiano tra enormi cumuli e campi di lava, taluni vecchi di centinaia di anni o traversano grandi piane sabbiose incorniciate da ghiacciai. L'intensità della luce e la trasparenza dell'aria inondano di straordinari colori questi scenari.

Il sole di mezzanotte (da maggio ad agosto ci sono 24 ore di luce), con i suoi raggi radenti, modella le forme ed accentua i contrasti e conferisce all'ambiente quell'aura misteriosa percepibile solo a queste latitudini.

 

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